La Riserva Naturale della Diaccia Botrona è un luogo speciale che una volta, ai tempi degli etruschi e poi dei romani, era un'ampia laguna che copriva tutta la zona tra Grosseto e la costa. A poco a poco nel corso dei secoli il livello delle acque è diminuito e tutto il lago si è trasformato in una palude. Purtroppo (dal XVI secolo circa) il terreno paludoso ha fatto sì che la malaria diffusasi nel territorio costringesse tutta la popolazione di Grosseto a spostarsi in estate in aree più elevate e asciutte come Scansano, Roccastrada, Castel del Piano e Pari, luoghi che divennero centri residenziali estivi delle popolazioni locali e degli uffici cittadini (fenomeno dell’estatatura). Dal XVIII secolo fino all’inizio del 1900 i terreni vennero bonificati rimuovendo l'acqua stagnante con l’aiuto di canali e la costruzione di chiuse per il controllo del flusso d'acqua. Con queste opere nel corso dei secoli la malaria venne debellata. Oggi l'ingresso alla Riserva Naturale della Diaccia Botrona è situato a Castiglione della Pescaia presso l'imponente "casa rossa" Ximenes, edificio - ora museo - che contiene le chiuse che servivano a controllare il flusso delle acque. Abbiamo visitato la Riserva Naturale percorrendo i vari sentieri che si diramano nel parco e osservato la fauna selvatica, fenicotteri rosa, germani reali, aironi cinerini, nutrie, cinghiali.